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Saturday, December 29, 2018

Minimalismo: vivere senza inutile preoccupazioni



C'era un errore che ne comportava infiniti altri e quell'errore era basare la mia felicità sull'ottenimento di cose materiali. 

Oggetti, infiniti e sempre diversi, che con il tempo cambiavano e ne richiedevano altri, lasciando insoddisfatta quell'esigenza di appagamento e di realizzazione. 

Ci è voluto un po', ma con il tempo mi sono reso conto che non potranno mai essere "le cose" a rendermi felice, ma le esperienze che faccio durante la mia esistenza, le persone di cui mi circondo, ciò che mi fa stare bene. 

Eppure, circondarsi di benessere non è per niente facile come potrebbe sembrare. Solo chi ha assaporato qualche volta quella sensazione di disagio può capire cosa significhi sentirsi soli in mezzo agli altri, estranei e insoddisfatti. 

Quelle sensazioni ci dicono che qualcosa non va, che non stiamo facendo davvero ciò che vogliamo, che non siamo davvero quello che avremmo voluto essere. 

Viviamo in una società improntata sul consumismo. Vediamo la gente correre per accaparrarsi l'ultima novità prima degli altri. 
Eppure la "felicità" che deriva dall'acquisto di qualcosa dura poco, è effimera. 


Ci sono cose che ci cambiano la vita senza che ce ne rendiamo conto. Ci sono scelte che in qualche modo la modellano e la rendono più simile al nostro animo, a quello che siamo veramente. 

Il minimalismo non ha regole e non ha tempi. 
I minimalisti si liberano del superfluo (decluttering, scopri cos'è) e non amano circondarsi di ciò che non è necessario.  
Non sono ossessionati dallo shopping e si discostano dal consumismo, dallo spreco, dalla superficialità con cui si sceglie cosa acquistare. 

Molti minimalisti credono che "vivere con il necessario" sia meglio che "vivere nell'eccesso" e che il processo che porta una persona a scegliere cosa è necessario e cosa no, è un modo soprattutto per guardarsi dentro è chiedersi: "Ho davvero bisogno di questo?". 



 
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